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giovedì 4 aprile 2013

Vellutata di lattuga





E’ arrivata anche qui la primavera! Si è fatta attendere a lungo, ma alla fine ci ha deliziati con la prima visita, che, speriamo, duri a lungo. Avevo già acquistato narcisi e fiori in vaso da trapiantare in giardino. Da queste parti è consuetudine rifornirsi di fiori e piante da tenere in casa come decorazione pasquale, per poi sfogarsi nel giardinaggio una volta passata la festa.

Scommetto che il prossimo fine settimana i miei vicini ed io usciremo bardati da provetti giardinieri: guanti, zoccoli svevi contadineschi, zappa in una mano e bulbi fioriferi nell’altra. Mentre scaveremo, pianteremo e annaffieremo, ci guarderemo l’un l’altro soddisfatti, scambiandoci cenni d’intesa.
Mi sono ripromessa di non essere da meno; ne vale della mia auto-stima. Dimostrerò che anche una cittadina non ha paura di sporcarsi le morbide e bianche mani di terra, ottenendo discreti risultati.

Mentre con il pensiero immagino il nostro giardino trasformarsi in un eden fiorito, noto la mia simpatica vicina oculista e super-mamma, lavorare alacremente nell’orto. Lo voglio anche io! Ora esagero, ma la bella serra e le file ordinate di verdurine al sole sono una grande tentazione.

Potrei coltivare verdure differenti in modo da averne sempre fresche in ogni stagione. Peccato non avere assolutamente alcuna esperienza a riguardo, eccetto la conoscenza della verdura di stagione. Adesso, per esempio, è il periodo della lattuga. 

Proprio ieri mia mamma mi ha detto che uno dei suoi vicini gliene ha fatto dono e di aver trovato una ricetta, che non fosse insalata, per cucinarla. Ne ho anche io in frigo, ed avendone già utilizzata metà per la classica insalatina con pomodori e ravanelli, ho rispolverato questa vecchia ricetta: vellutata di lattuga

I tedeschi sono famosi per le creme e vellutate con qualsiasi tipo di verdura: dai tuberi alle verdure a foglia larga. In Italia ero abituata ai minestroni che cambiavano colore e aroma a seconda delle verdure di stagione utilizzate. Dei primi piatti leggeri e rinvigorenti, soprattutto in inverno. Qui la crema di verdure nutre e riscalda l’animo. Provare per credere!



Ingredienti:

  • 4 cipollotti
  • 1 scalogno
  • olio d’oliva
  • 2 cucchiai di burro
  •  2 cespi di lattuga 
  •  brodo vegetale
  • pangrattato
  • sale
  • pepe bianco
  • yoghurt (o panna acida)
  • prezzemolo 
  • 4 fette di pane scuro tostate


Lavate la lattuga e tagliate le foglie a striscioline. Tritate lo scalogno e i cipollotti (non la parte verde dura) e fateli appassire in un tegame capiente dopo aver fatto fondere il burro nell’olio. Aggiungete la lattuga al trito di cipollotti e scalogno nel tegame.

Fate cuocere per qualche minuto mescolando, poi aggiungete il brodo caldo quanto basta a coprire le verdure e cuocete per circa 20 minuti a fuoco dolce. Con un frullatore ad immersione riducete la lattuga in crema.

Aggiungete 30 gr di pangrattato alla crema e continuate a cuocere dolcemente girando con un mestolo di legno il composto. Se la crema dovesse essere troppo densa, aggiungete altro brodo caldo. Spegnete il fuoco e lasciate riposare la crema con il coperchio.

Nel frattempo tagliate il pane e tostatelo (potete usare il tostapane o una padella antiaderente). Versate la vellutata nei piatti e guarnitela con lo yoghurt, il prezzemolo e le fette di pane.
Ditemi com’è andata e se vi è piaciuta.

Arancini vegetariani




Ho frequentato le scuole elementari dalle suore. L’edificio si trovava proprio di fronte al palazzo in cui abitavamo, bastava attraversare la strada, varcare il pesante cancello di ferro battuto e mi ritrovavo nel giardino curatissimo delle suore. 

Ogni volta che dico di aver studiato in una scuola ultra estremista cattolica mi guardano tutti con compassione, ma devo ammettere che, a parte i dogmi religiosi che non condivido, è stato uno dei più bei periodi della mia vita per quanto riguarda le attività scolastiche e sociali.



A scuola pranzavo con gli altri bambini nella mensa, grande e luminosa. Il primo piatto era uguale per tutti e cucinato dalle suore, il secondo si portava da casa. 

Mia mamma mi preparava spesso gli arancini, perché, diceva, erano facili da trasportare nel cestino e si mantenevano a lungo. Poco prima di mangiarli bastava scaldarli nel forno della scuola. Aveva ragione. Per questo vorrei iniziare questo BLOG con una ricetta legata alla mia infanzia: gli arancini vegetariani.

Ricordate il gusto di Proust per la madeleine? A me succede lo stesso con gli arancini. Al primo morso vengo catapultata con il pensiero in quella bella mensa bianca e luminosissima, sento le voci degli altri bambini e l’odore del cibo nei piatti e provo la felicità nel sapere che subito dopo il pranzo si andrà a giocare all’aperto, nel giardino, per un’ora, prima di iniziare il tempo scolastico pomeridiano.



Eccovi la ricetta. Non ho scritto le quantità perché io cucino “ad occhio”.

Ingredienti:

  • riso cotto al dente
  • verdura cotta al dente di vostra scelta (carote, patate, piselli, cipolla, peperoni, etc.) e tagliata a pezzetti
  • 2 uova
  • provola dolce a cubetti
  • parmigiano
  • capperi
  • pangrattato
  • farina
  • sale
  • pepe
  • olio per friggere


Cuocete il riso, lasciandolo al dente, e quando tiepido mescolatelo con 1 uovo, parmigiano, provola a cubetti, olio, pezzettini di verdura e capperi. Salate a piacimento.

Lasciate riposare il composto, fino a farlo raffreddare. Quando ben compatto, formate delle palline e passatele nella farina, poi nell'uovo e infine nel pangrattato.

Friggetele in abbondante olio e lasciatele asciugare su carta assorbente. Servitele calde.