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giovedì 24 ottobre 2013

L'autunno e la vellutata di zucca

Foto: Arne Dedert/dpa



Goldener Oktober: l'ottobre tutto d'oro. Così lo chiamano qui in Germania. Gli alberi hanno preso le tipiche tonalità autunnali: rosso fuoco, arancione, blu. Il bosco di fronte sembra preda di un incendio. L'aria è frizzante e richiede un cappotto quando si decide di fare una passeggiata. 

Da quando abito qui ho ripreso a notare e a apprezzare i cambiamenti della natura con il passare delle stagioni. Un'abitudine che avevo quando ero bambina. Ricordo che a scuola, in questo periodo, avevamo il compito di portare in classe i prodotti dell'autunno. Grappoli d'uva, foglie dorate, castagne, noci, zucche, facevano sfoggio sui banchi.

Ho ripreso a raccogliere questi doni nel bosco circostante. Sarà sintomo di un ritorno all'infanzia?



Vellutata di zucca

Ingredienti per 4 commensali:

  • 1,3 kg di zucca pulita
  • 3 patate medie
  • un litro di brodo vegetale
  • una cipolla
  • 30gr di burro
  • parmigiano grattugiato
  • olio
  • maizena o fecola di patate (opzionale)

Tagliate la cipolla a pezzetti e fatela sbiancare nel burro con un pò di olio di oliva in una pentola capiente. Tagliare la zucca (privata della buccia) e le patate a tocchetti piccoli e unirle alla cipolla. Fatele rosolare rapidamente a fuoco medio.

A questo punto aggiungete il brodo fino a coprire il contenuto della pentola e fate cuocere fino a quando patata e zucca non si saranno completamente disfatte (il consiglio è quello di coprire la pentola con un coperchio durante la cottura). Ci vorrà circa mezz’ora.

Inserire un frullatore ad immersione direttamente nella pentola e frullare il tutto fino a farlo diventare omogeneo. Qualora la consistenza dovesse risultare troppo densa aggiungere ancora un pò di brodo, se, al contrario, fosse troppo liquida, aggiungere fecola o maizena dopo averla sciolta bene in poca acqua fredda.

Servire nei piatti aggiungendo un abbondante cucchiaio di parmigiano grattugiato e un filo di olio a crudo. Se vi piace potete aggiungere anche del peperoncino tritato. Ideale sarebbe servirla con dei crostini.

lunedì 19 agosto 2013

Edifici storici e Flammkuchen alle cipolle

 
Alte Feuerwache




L'8 settembre tutti gli edifici storici, municipali e privati, rimarranno aperti al pubblico, sarà il Tag des offenen Denkmals. La città di Esslingen organizza l'evento ogni anno e questa volta non lo perderò.

Non ricordo il motivo per cui persi la possibilità di entrare ad ammirare le ricchezze architettoniche della mia nuova città. Forse ero ancora in quel limbo di vuoto, malinconia e sfinimento che mi ha accompagnato per alcuni mesi dopo il distacco traumatico dalla vita precedente in Italia.

Volgendomi indietro mi sembrano passati secoli e la Serena di allora non è più me. La stessa sensazione di quando, da bambina, trascorrevo le ore dei pomeriggi estivi sfogliando vecchie foto sbiadite dei nonni e bisnonni in gioventù. Il resto della casa riposava sotto la calura e al frinire dei grilli in giardino, mentre io guardavo e riguardavo le immagini in bianco e nero di donne che mi somigliavano, ma non erano me. Facevano parte di me, ma erano diverse, estranee.

E' questo che provo nei rari momenti in cui penso alla "mia" vita in Italia. Mi chiedo se capiti anche a qualche altra lettrice espatriata. E' normale? E' sano? E' sbagliato? Illuminatemi, se potete.

Ricordo che il giorno del trasloco (avevamo caricato tutto su di un camioncino da Roma), non appena entrammo ad Esslingen, dopo un viaggio estenuante e durato un giorno intero, schiacciai il naso contro il finestrino, proprio come fanno i bambini. Eravamo fermi al semaforo della Adlerstrasse, proprio accanto a quello che sarebbe diventato il mio caffè preferito e luogo di chiacchiere e baci.

Era notte fonda. Guardai l'ex caserma dei pompieri, Alte Feuerwache, un edificio storico del 1912. Sul colmo del tetto si trova una scultura raffigurante una nave a vela. Piuttosto strano per una cittadina così lontana dal mare.

La nave su Alte Feuerwache

L'immagine della nave che si stagliava contro il cielo è rimasta nella mia mente e sarà difficile dimenticarla. Su quella nave c'eravamo Chris e io; stanchi, col viso tirato e in silenzio, guardando avanti per non perdere la rotta. Siamo ancora su quella nave. Certamente non più stanchi, ma un po' più in forma e fiduciosi nel futuro.

Quella triste notte estiva, il trasloco, mi resi conto che quella nave aveva lasciato definitivamente il suo porto. Il porto era scomparso, inghiottito dalle acque e era giusto così. Scattò il verde al semaforo della Adlerstrasse, mi girai verso Chris che nel frattempo aveva ingranato la prima, posai la mano sul suo braccio e sorrisi. Anche lui mi sorrise e dal quel momento Serena uscì dal bozzolo che si era costruita da crisalide e si trasformò in se stessa.

Flammkuchen alle cipolle, fonte: Essen aus Engelchens Küche

Flammkuchen alle cipolle 

Ingredienti per 8 commensali:


  • 450 gr di farina (ideale quella per la panificazione)
  • un pacchetto da 7 gr di lievito secco
  • un cucchiaino di sale
  • un cucchiaino di zucchero
  • 225 ml di acqua tiepida
  • 250 g di panna per cucinare (aggiungeteci anche un po' di succo di limone, per acidificarla)
  • un tuorlo
  • sale
  • pepe
  • 150 gr di cipolle
  • 4 rametti di timo fresco o un cucchiaino di timo secco

Preparazione:

Preparate la pasta del pane mischiando la farina, il lievito, il sale, lo zucchero e l'acqua. Io utilizzo una macchina impastatrice, ma potete impastare a mano (se ve la sentite).

Non appena la pasta non si attaccherà più alle dita e avrà un bell'aspetto liscio, mettetela in un contenitore di coccio, coprite con un panno e lasciate lievitare per 30 minuti.

Nel frattempo tagliate le cipolle e mettetele da parte. Emulsionate la panna con il tuorlo, aggiungete il sale e il pepe a vostro gusto.

Quando la pasta sarà pronta dividetela in 8 parti che stenderete con il mattarello in una sfoglia sottile, cercando di dargli una forma ad ellisse, come vuole la tradizione. Accendete il forno e regolatelo a 220°C.

Spalmate sopra ogni ellisse l'emulsione di panna e tuorlo, facendo attenzione a lasciare una cornice libera di circa 1 cm dall'esterno. Suddividete le cipolle tagliate a pezzetti su ogni Flammkuchen.

Cuocete in forno per 10-15 minuti. Appena sfornati cospargetene la superficie con il timo.

Buon appetito!

L'autunno anticipato e l'hummus profumato


Piove ad intervalli. A volte fa capolino il sole tra le nubi sfilacciate e intiepidisce la terra, che emana il dolce profumo di erba bagnata. Riesco a percepirlo anche ora, seduta alla scrivania dello studio. Dalla grande finestra alla mia destra entra l'odore dell'autunno. Amo la mia nuova casa anche per questo.

In questo angolo tedesco l'autunno si presenta alla porta già dopo il 15 agosto. Puntuale e preciso, proprio come deve essere. Anche quest'anno non ha deluso.
Per me è un periodo di piccole e grandi decisioni: il corso di Yoga, l'esame di cinese mandarino, lo studio del giapponese (tanto trascurato negli ultimi mesi). Mi organizzo l'anno che, per me, inizia proprio ora.

Anche Esslingen ha assunto quell'aria un po' malinconica che ricorda ancor di più il suo aristocratico passato liberty. Sono terminate tutte le manifestazioni estive che, come ogni anno, hanno attirato pubblico dal resto della regione. L'ultima festa cittadina: la Zwiebelfest (la festa delle cipolle).

Secondo la leggenda, in un periodo imprecisato del Medioevo, il diavolo scorrazzava indisturbato per la città, rubando e maltrattando la popolazione che aveva troppa paura per ribellarsi alle continue angherie.

Una mattina di mercato (ad Esslingen il mercato si allestisce nella Marktplatz il mercoledì e il sabato), il diavolo passò accanto ad un banco pieno di succose e dolcissime mele, uno dei prodotti per cui la città è molto conosciuta. Invogliato dal profumo e dalla vista, il diavolo ordinò alla contadina che serviva di dargliene una. La ragazza prese invece una cipolla e la diede al prepotente che subito l'addentò tutto soddisfatto. Non appena il gusto acido della cipolla si manifestò in tutta la sua potenza, il diavolo corse via urlando e non tornò più ad Esslingen.

A questo punto ci sarebbe voluta una bella ricetta che prevedesse le cipolle come ingrediente principale. Prometto di postarne una al più presto. Come già scrissi nel profilo, preferisco postare ricette già collaudate, in modo da poterne scrivere con più sicurezza. Ancora non ho provato il Flammkuchen alle cipolle che avevo in mente, ma lo farò presto.

Nel frattempo ho pensato ad una ricetta del nord Africa, tanto apprezzata da Chris e dai suoi amici: l'hummus. A volte ne preparo delle quantità industriali per regalarle in vasetti. Successo assicurato!

Fonte: Top Food Facts

Hummus

Ingredienti per 4 commensali:

  • 300 gr di ceci secchi (per fare più in fretta potete utilizzare dei ceci precotti, ma il sapore è sicuramente migliore con quelli secchi)
  • due spicchi d'aglio
  • sale
  • olio d'oliva
  • il succo di 2 limoni
  • 2 cucchiai di tahina, pasta di sesamo (la trovate nei supermercati più forniti o nei negozi di prodotti esotici)
  • 2 cucchiai di cumino
  • acqua calda
  • peperoncino e prezzemolo (per guarnire)

Preparazione

Mettete a bagno i ceci per una notte. Ricordate che il recipiente deve essere preferibilmente di coccio e che la quantità d'acqua deve essere almeno doppia rispetto a quella dei ceci. Se potete cambiate spesso l'acqua di ammollo (io lo faccio poco prima di andare a dormire e appena alzata) in modo da togliere almeno in parte il cattivo odore dei ceci durante la cottura.

Scolate i ceci e sciacquateli molto bene. Poneteli in una pentola a fondo spesso (o di terracotta) con abbondante acqua, coprite e portate lentamente ad ebollizione, per renderli più profumati aggiungo un pezzetto di radice di zenzero fresca.

Cuocete fino a che non saranno morbidi, ma non sfatti. Scolateli e metteteli da parte. Conservate anche un poco dell'acqua di cottura, vi servirà in seguito.

In una padella antiaderente ponete 3 cucchiai di olio e riscaldatelo. Aggiungetevi i 2 spicchi d'aglio e il cumino e fate tostare per pochi minuti sempre mescolando.

Aggiungete i ceci nella padella e lasciate insaporire per altri 2 o 3 minuti. Spegnete il fuoco e versate i ceci con il loro soffritto in un mixer, a cui aggiungerete anche il succo dei limoni, la tahina, il resto dell'olio e l'acqua di cottura dei ceci. Quanto basta per ottenere una crema soffice e chiara, ma non liquida.

Servite l'hummus in una ciotola di terracotta dopo averlo cosparso di peperoncino e prezzemolo tritati.
E' ottimo servito su pane arabo leggermente abbrustolito.
Si conserva in frigorifero per 2-3 giorni in un contenitore ermetico.

Buon appetito!